10 Settembre

Battaglia di Piombino

Battaglia di Piombino

10 SETTEMBRE 1943

La battaglia di Piombino: un atto di resistenza armata contro un tentativo d’occupazione della città di Piombino da parte delle forze navali naziste

10 SETTEMBRE 1921

Nasce Enzo Capecchi, partigiano italiano

10 SETTEMBRE 1939

Il Canada dichiara guerra alla Germania

10 SETTEMBRE 1943

A Perugia, gli antifascisti manifestano davanti al distretto militare per chiedere armi e si verificano altri arresti a Perugia. Fra gli arrestati Lucio Passini che morirà in carcere per le torture, senza dire i nomi dei suoi compagni

10 SETTEMBRE 1943

Due giorni dopo larmistizio, viene combattuta a Roma la più grossa battaglia sul suolo nazionale tra l’esercito regolare italiano e le armate tedesche. Carabinieri, Bersaglieri e Granatieri, di stanza nella capitale, si ritrovano da soli ad affrontare la reazione degli ex alleati comandati da Kesserling e desiderosi di vendicarsi del tradimento italiano
La Battaglia di Roma

10 SETTEMBRE 1943

Tentativi di resistenza all’occupazione tedesca a Sassuolo e Modena. Alcuni soldati del 36° fanteria, tenuti prigionieri alla Cittadella, riescono a fuggire attraverso le fognature grazie allÕaiuto di alcuni giovani. Gli allievi ufficiali dell’Accademia, al campo Piane di Mocogno, rimasti isolati si disperdono: un gruppo combatterà poi nella Resistenza in Piemonte, mentre il comandante dell’Accademia Militare, Giovanni Duca, verrà trucidato dalle SS. A Carpi la folla tenta di assalire le case di alcuni fascisti, ma l’intervento dei carabinieri provoca la morte di tre antifascisti: Venerio Guerzoni, Umberto Malatesta, Ivo Prandi. Chiusa dai tedeschi la Sipe di Spilamberto, licenziati 5.000 operai. A Maranello, un gruppo di fascisti entra in una camerata del 36° Reggimento fanteria ed apre il fuoco contro due antifascisti: rimane ucciso Demos Malavasi di Novi di Modena, mentre il secondo, Mario Ricci, riesce a fuggire in montagna dove inizierà a organizzare, col nome di Armando, i primi gruppi di partigiani

10 SETTEMBRE 1944

Viene liberata Domodossola e costituita la Libera Repubblica dell’Ossola e della Zona liberata

10 SETTEMBRE 1944

Muore Giorgio Bigongiari, presbitero italiano

10 SETTEMBRE 1944

Muore Antonio Costa, monaco e presbitero italiano

10 SETTEMBRE 1944

Candido Grassi operaio, renitente alla leva, nato a Mazzo Milanese (MI) il 22 aprile 1916 viene sorpreso da alcuni militi della Brigata Nera di Casteggio nelle vicinanze di Rivazza di Montebello mentre cerca di raggiungere Fortunago per unirsi ai partigiani, viene subito fucilato sul posto

10 SETTEMBRE 1944

Su ordine delle truppe tedesche in ripiegamento, i civili devono sfollare verso Camaldoli o in paesi del versante romagnolo. Molte sono le persone che devono adempiere a quest’ordine, di varie età. Solo in quattordici chiedono, con vari pretesti, di rimanere nella frazione di Moggiona, e i germanici acconsentono. Poi, con una scusa, al momento di ripiegare, li concentrano in una cantina e ne ammazzano 11 a colpi di mitra. Altri 8 li uccidono in loc. Corniolino, mentre se ne stanno andando. Tra questi ultimi, tre bimbi di 10 mesi, 4 anni e 10 anni

10 SETTEMBRE 1944

Viene fucilato a Ivrea Giulio Lapris, in via delle Rocchette. Catturato con Sabolo Ernesto e altri 7-8 compagni dalla X Mas, in borghese e senza armi. Viene condannato a morte in rappresaglia, per il ferimento di due repubblichini. Condannati entrambi alla fucilazione dal sergente maggiore Domenico Ruggeri

10 SETTEMBRE 1944

Poco prima di lasciare la città di Massa, alcune pattuglie di SS si recano presso il carcere Malaspina, ove erano detenuti sia diversi prigionieri politici che vecchi detenuti e semplici rastrellati nelle varie zone della provincia di Pisa, della piana di Lucca e della Versilia dai primi di agosto in avanti. A piccoli gruppi, circa quaranta persone vengono prelevate, tra le 9 del mattino e le 7 del tardo pomeriggio, ed uccisi in diverse località della periferia della città

10 SETTEMBRE 1944

A Pratovecchio, Arezzo, alcuni soldati tedeschi fucilano 4 persone anziane. La reticenza delle fonti non porta chiarezza, ma l’osservazione del contesto può indurre a formulare l’ipotesi di un massacro indiscriminato compiuto per vendetta, difficilmente collegabile a motivazioni di carattere militare

10 SETTEMBRE 1945

Vidkun Quisling viene condannato a morte per aver collaborato con la Germania Nazista

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